Il libro rosso del Male

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27,5x21,8 cm. I Quaderni del Male 1" - Supplemento a IL MALE 4

Argumento

Al retro di copertina è indicato a stampa “Supplemento al MALE n. 49 del 29-12-1980”. In effetti sul n. 49 del Male (ultimo dell’anno III) la pubblicazione del libro era stata annunciata per i primi giorni di gennaio 1981. Tuttavia all’uscita de IL MALE Anno IV n. 3, del 26 gennaio 1981, il libro non era stato ancora pubblicato. All’interno del fascicolo si trova una pagina pubblicitaria in bianco e nero con questa dichiarazione: «Andrea Pazienza - Arrì Arrì - Per motivi tipografici questo splendido libro, diciamo quasi un’enciclopedia del giovane artista pugliese, ritarderà ancora qualche giorno. Invitiamo i lettori, Andrea e i suoi amici ad aspettare, preparare i soldi e poi acquistare. Baci. Il Male». Quando esce il numero successivo, IL MALE Anno IV n. 4, il 2 febbraio 1981, viene annunciata la pubblicazione per la settimana successiva. Quando inizia la nuova serie della rivista (IL MALE n. 1 nuova serie, 23 febbraio 1981) una vignetta di Pazienza allude all’avvenuta pubblicazione.

La satira di Pazienza è unica nel suo genere e riesce a far sembrare quasi tutto quello che viene pubblicato in quel periodo improvvisamente vecchio, stantio, ammuffito. La sua ironia fanciullesca e irriverente arriva dritta al pubblico – giovane e meno giovane – che in quel periodo consuma fumetto in quantità massicce. A fare la differenza, in questo caso, non è solo il disegno, ovviamente discontinuo come sempre accade nelle raccolte ma comunque già pienamente maturo, quanto la varietà di punti di vista con cui arricchisce lo sguardo sul suo tempo. Una galleria impressionante di gag, battute graffianti e piccole storie come quella famosissima de “Il partigiano” grazie alle quali Paz comincia a costruire il suo complicato rapporto con il Movimento bolognese: da un lato alfiere celebre, «una rock star», come ama definirsi lui stesso; dall’altra un groviglio di sospetti e malintesi dovuto all’incapacità di Andrea di allinearsi a quelli che erano i temi e le parole d’ordine dei gruppi extraparlamentari di sinistra. Nulla, comunque, che possa arrestare il successo di questo libro, passato di mano in mano come una reliquia in tutte le case degli studenti universitari per decenni e sempre ricercatissimo dai collezionisti. La ragione è evidente sfogliandone le pagine: “Il libro rosso del Male” contiene in nuce tutti gli elementi della poetica di Andrea Pazienza. Il talento nel disegno, la divertita ironia, la capacità di inventare un linguaggio personale e diretto e anche quella tensione drammatica che farà da sottofondo a tutta la sua produzione artistica. Un grande affresco di costume, capace di raccontare l’Italia di quegli anni da un punto di vista originale e umano. Persino i personaggi pubblici, gli uomini politici del tempo vengono da Pazienza raffigurati sotto il profilo privato, definendo quello che sarà uno dei tratti distintivi della sua poetica. Il volume raccoglie strisce e vignette uscite sul settimanale satirico “Il Male” fra il 1979 e il 1980 ed entra di prepotenza nell’immaginario collettivo di quegli anni.

F.Graziadio

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